Celo celo manca

Quando le campagne pubblicitarie sortiscono effetto, gli effetti collaterali sono inaspettati. Uno di questi è tornare all’infanzia e tornare a quando ci si scambiava le figurine Panini per completare gli album dei cartoni animati o degli sceneggiati (io quando ero piccola ricordo quello di Sandokan e di Creamy). “celocelomanca” si diceva scorrendo velocemente le figurine, fermandoci su quelle che mancavano, valutandone il “prezzo” in numero di altre figurine che mancavano. L’intervallo di metà mattina o quello dopo pranzo (facevo il tempo pieno alle elementari, più o meno all’epoca della prima guerra punica) erano i momenti deputati per lo scambio, per le arrabbiature e per le gioie quando completavi l’album con quella singola figurina che sembrava introvabile o che nessuno voleva cederti. Che ricordi.

boba feth rollinz
Boba Fett in versione rollinz. La versione originale la trovate qui

Comunque la campagna pubblicitaria di cui parlavo all’inizio post è quella dei rollinz dell’Esselunga, cioè dei robini stile subuteo con le figure di Star Wars. La saga di star wars col fatto che è uscito il VII episodio a distanza di tanti anni, è diventata il numero uno per ogni campagna pubblicitaria dal dentifricio al merchandising più spinto, puntando sui giovani nerd da tirar su, ma riscaldando i cuori nostalgici dei vecchi nerd che erano bambini quando vennero portati verso la luce dal signor Lucas. Ma torniamo a noi. Insomma partita in sordina, forse con pezzi non sufficienti alla richiesta (per esempio le astronavi porta rollinz sono esaurite ovunque e il riassortimento non basta mai), in breve tempo credo che si siano accorti del successo e della massa di gente che forse faceva la spesa una volta in più per poter aver quel determinato personaggio…perché in tanti hanno fatto così! Anche io ho fatto così! Ed era quello che voleva il signor Esselunga e suoi bracci destri e sinistri (e chiamali stupidi. Si chiama pubblicità). La promozione scade domani e molti sono coloro che, proprio allo scadere del termine, non sono riusciti a completare nemmeno la prima astronave (alcuni sono arrivati alla seconda perché “prevvidenti”). Quindi si torna alle buone e vecchie abitudini: celocelomanca!

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Un Darth Vader solitario e uno in compagnia di un giovane Obi Wan sono in partenza con le poste. Speriamo che i due non litighino.

Io non mi sono tirata indietro e per quanto stia aspettando astronave e Chewbecca per completare il tutto, ho postato foto dei miei doppi su fb e wa e ho distribuito a chi mancava. Oggi per esempio sono andata in posta a spedire addirittura due pacchetti. Perché si fa? Perché spendere soldi anche per spedire sti robi? Uno perché tanto rimanevano alla polvere; due perché se altri li vogliono non vedo perché tenermeli io (e ho ancora dei doppi si sappia, soprattutto troppe Leila); tre perché mi ha fatto piacere tornare bambina quando da un pacchetto di figurine (i miei non le amavano) riuscivo con lo scambio ad avere un mazzetto e anche a completare l’album; quarto ma perché no! 😀

Alla fine è stato bello scherzare con gli amici vicini e lontani, giocando come quando eravamo piccoli, lasciando alle spalle i pensieri e sorridendo quando alla fine si mette l’ultima figurina/rollinz al suo posto.

Gli studiosi o appassionati di pubblicità e di mercato potranno sviscerare fino all’osso la campagna dell’Esselunga, potranno trovarci pro e contro, valutazioni morali (che palle!) o meno, ma alla fine a noi…che ci importa!

May the force will be with you!

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Star Wars ep.VII: confessioni di una nerd

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Quando le locandine le facevano a mano e raccontavano davvero più di un trailer.

Ero bambina, appena nata oserei dire, quando il signor Lucas ha regalato al mondo la nuova saga dell’epica, ha rivoluzionato il genere della fantascienza, ha regalato un sogno a milioni di bambini. Non mi credete? Fattacci vostri, questa è la verità.

Potrete non credermi, ma da quel momento un salto in avanti è stato fatto da tutta la cinematografia attraverso l’uso sapiente di artigianato e tecnologia nascente; gli stessi video giochi hanno avuto un’impennata di resa. Il mondo non è stato più lo stesso. E di questo dovete farvene una ragione.

Girano leggende su come sia nata la prima saga, che poi è la seconda trilogia, quella di mezzo, quella che sta dopo ma è stata fatta prima…insomma un gran casino. Comunque sia le leggende sono il pane per chi vive di storie, per chi racconta l’epica davanti al fuoco, per chi sa distinguere Ettore da Achille e conosce per nome tutti gli dei…ah, non parliamo di antica Grecia? Siete sicuri? Io credo che qui si parli di qualcosa di ben più profondo. Perché “Star Wars” sta all’epica, come “Star Trek” sta alla scienza: potrete trovarci qualche difetto, pensare che si stanno tirando sblinde come pochi e raccontarci fregnacce, ma alla fine quando segui un film o un episodio sai esattamente quale parte del tuo corpo verrà attratta: cervello per l’Entreprise, cuore per il Millenium Falcon. E vanno bene tutti e due, anche se il mondo vorrebbe che trekkist e amanti di guerre stellari, come i peggiori teppisti delle peggiori strade di Caracas/Marsiglia (o un posto a caso che ha una brutta nomea, ma che poi ci vai e ci stai divinamente) si picchiassero ad ogni angolo di strada per difendere i propri protetti. Gli appassionati di fantascienza possono anche essere completamente folli, troppo nerd per rendersene conto, e alla fine amare in modo diverso entrambe le saghe, anche se una sarà sempre la preferita.

Sono cresciuta a pane, nutella e “Star Trek”. Non c’era giorno che non ne vedessi una puntata. “Star Wars” era buono per le feste comandate. Poi sono cresciuta e le cose si sono un po’ invertite o forse solo ho capito quanto c’era dietro a quella che tutti gli snob critici di cinema volevano sminuire in una favoletta per bambini.

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Ci abbiamo creduto…

E così mi sono fatta fregare e ho seguito Lucas come fecero i bambini con il pifferaio magico e sì, lo ammetto, sono andata a vedere la seconda trilogia che cronologicamente è la prima (sì, il casino è troppo grande che nemmeno la Forza può contenerlo. Ma che caspio!!!) e, con il mio biglietto del cinema, mi sono seduta e ho creduto. E sono stata delusa, non una ma ben 3 volte, cercando di capire come un uomo come Lucas potesse aver perso il tocco e ci avesse rifilato una cosa indegna per tutti noi appassionati. Aveva perso il tocco…ecco la verità, e la cosa gli era sfuggita di mano mentre la “Lucasart” diventava un punto di riferimento per gli effetti speciali prima che arrivasse “Il Signore degli anelli” di Jackson. Eppure si doveva vedere, capire come Anakin fosse diventato Darth Vader, come cacchio fossero saltati fuori i gemelli della forza (no, lo sappiamo…le api, i fiori. La so quella parte!) e bla bla. Anche se sapevamo che il trauma di quella frase “Luke, sono tuo padre” i giovani non lo avrebbero mai capito, ebbri della loro frescaggine. Anche se comprendevamo che noi che vedemmo la trilogia di mezzo eravamo degli eletti e ci saremmo capiti fra di noi al solo sguardo.

Poi il silenzio…i veri nerd avrebbero cercato risposte credibili nei fumetti o nei libri e avrebbero cercato come i sabbipodi, senza pudore e ritegno.

In tutto quel passare del tempo, mentre le cassette vhs si smagnetizzavano per le troppe visioni e si cercavano dvd degni di mantenere il senso di carboneria che si condivideva con i suddetti eletti, la ferale notizia giunse mischiata a miti di speranza: la terza serie sarebbe stata fatta, Lucas vende “Star Wars” alla Disney. Non si sapeva se gioire o piangere, se fare gli offesi o sperare nei soldi a palate che uscivano dai pantaloncini corti di Topolino. Però si sperava, perché la speranza è insiata nel seguace che sia egli/ella un ribelle o un imperiale.

Trovo insopportabile la tua mancanza di fede.

E’ tutto quello che ci ha permesso di sopravvivere in tutti questi anni.

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Si cerca di tornare all’origine…

Mentre siamo stati bombardati dal più assillante campagna mediatica e solleticati dal merchandising più becero e ammaliante (mentre la Lego ci costringeva a tornare bambini e a desiderare che davvero Babbo Natale ci portasse la Morte Nera a mattoncini per renderci davvero felici…), l’episodio VII è arrivato, sotto Natale, con il suo carico di emozioni e speranze.

Non farò una recensione, ce ne sono mille in giro e molte mi trovano concorde, non ho bisogno di fare la tecnica ‘sto giro. Anche perché ha detto tutto Leo Ortolani nella sua di recensione (si può dire che lo amo? Si può vero?).

Comunque sia, appena prima di Natale, con una scimmia che a stento le si faceva leggere testi di filosofia per darle un contegno, con dei veri e seri contatti nerd di fb che non hanno spoilerato nulla ma fatto crescere l’ansia (“è la cosa più bella mai vista!!!”) come se non ne avessi di mio, vado con gli amici nerd e col mio biglietto in mano (cacchio 10 euro per un 2D??? E poi parlano di crisi del cinema…ah, no è proprio crisi e spennano i polli che rompono il salvadanaio per andarci. St****i!), mi risiedo ancora una volta sulla poltroncina del cinema. E ci credo. Perché la fede è fondamentale per la Forza. Non ho mai smesso di averla, Darth!

E trema il cuore quando finalmente si spengono le luci, parte il proiettore e la ben nota musica ti riporta bambina e ti fa credere che quel J.J.Abrams che non sopporti forse la magia la può fare questa volta. Purtroppo non ha il tocco lui, non sa di cosa parla lui, non ha il Bene e il Male dentro, non cognizioni di cosa sia la scelta, di cosa significhi la Ribellione o far parte dell’Impero (o Primo Ordine come si chiama qua) e soprattutto, non è che se costruisci una Morte Nera più grande costruisci anche il buco per distruggerlo più grande! Coglione! Ah no, gli ingegneri sono i Minions…

Perché alla fine il film è come un reboot condensato della trilogia di mezzo, quella che ha fatto amare il genere a milioni di ragazzini, strizza l’occhio a loro, non inventa niente di nuovo nemmeno quello che potrebbe farlo (cacchio no una Morte Nera più grande!!! Ma porc! Maledetti ingegneri Minion!); mette le basi per qualcosa che se gestito bene al prossimo giro potrebbe rivoluzionare tutti noi, ma lo sfrutta malissimo (Kylo Ren, adolescente non sith in crisi d’identità, è ottima idea, ma è una figa isterica più che un giovane tormentato); non ha idee nuove che continuino la storia. Come disse mio fratello uscendo dal cinema “Ha strizzato l’occhio ai vecchi nerd, dando un contentino, per non bruciarsi lui e i film pronti.”, e non posso dargli torto, ma questa mancanza di idee nuove è per me una mancanza di fede e non si può accettare.

Non posso dire di sentirmi tradita, ma un po’ presa per il naso sì. Avevo voglia di credere e mi è rimasta la voglia di vedere la trilogia centrale; avevo voglia di sognare, credere, sperare, sentirmi raccontare qualcosa e invece c’è stato un già visto. Non mi ha convinto, non mi ha emozionato, ho visto i difetti prima che le potenzialità. Non è bastata la musica per incantarmi, nè l’effetto nostalgia. Io cercavo il Racconto e mi è mancato, ma la mia fede non vacilla e continuerò a credere…Luke usa la forza!

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Moleskine tentatrice

Lo ammetto sono assolutamente affascinata e conquistata dalla Moleskine.

Ho le sue agende da anni e quadernetti sparsi in borsa finché li finisco perché dire “finché si distruggono” è praticamente impossibile: si rompono prima le copertine dei libri, in borsa. L’agenda giornaliera mi permette non solo di poter appuntare bene gli impegni, di ricordarmi le mille cose da fare (e che comunque scordo perché poi non riguardo l’agenda), di non perdere numeri e indirizzi, ma soprattutto per annotare pensieri, dubbi, ricerche e titoli di libri e film. Alla fine dell’anno è un vero bazar, con fili di lana e cotone che spuntano, volantini e biglietti da visita che manco ricordo dove ho preso.

Dall’anno scorso, risparmiando sui libri, mi sono presa la versione dei Peanuts, di Star Wars e de Lo hobbit, così le mie passioni sono coperte, anche se solo i Peanuts sono stati usati e in modo costruttivo e imperituro. Poi ho le agende dove scrivere le recensioni dei libri e dei film, cosa che ho sempre fatto in agende che deputavo io e ben prima di scoprire anobii e blog vari (compreso il mio).

PicMonkey Collage

Perché questo post? Vorrei dirvi che mentre guardavo camera mia, passavo la mano sulle copertine nere e compatte delle moleskine che posseggo, che mi sono venuti in mente ricordi sopiti e memorie del passato confuse con sogni di grandezza. Invece no! Il post è per segnalarvi che lo store della Moleskine ha gli sconti!

http://store.moleskine.com/it/freeshipping/

Se come me siete appassionati del genere e, al contrario di me, comprate senza problemi online, io ci farei un pensierino.

Io ho messo gli occhi sull’agenda del tè…se la trovo in negozio me la porto a casa la prossima volta!