Articoli con tag: Svezia

“La principessa di ghiaccio” di Camilla Lackberg

Prima di paragonare qualche scrittore all’immensa Agatha Christie ce ne vuole, sia per letteratura che per scrittura, ma anche per inventiva e comprensione della propria cultura (per non parlare della penna tagliente che la Christie aveva nel descrivere usi e costumi della sua Inghilterra in continua evoluzione). Tutti elementi che questa Camilla Lackberg non ha e che temo non avrà mai se continua a scrivere in questo modo.

Ho letto questo libro perché come mi sta capitando negli ultimi tempi, mi faccio infinocchiare da altri canoni di consigli. Va bene per le letture collettive, va bene per i consigli di amici o contatti fb, ma essere curiosi di un libro perché hanno fatto un film che fra poco trasmetteranno è per me un rischio che non devo più fare. Perché? Perché mi capita di incappare in ciofeche come queste e spreco tempo!

Il libro è una ciofeca per alcuni elementi.

Primo non sa decidersi per il genere che vuole narrare: giallo o romanzo di narrativa. La brutta moda degli ultimi tempi è dilatare in modo esagerato la biografia dei protagonisti a discapito del punto focale del romanzo di genere. In un giallo questo fatto distrae, ma non è una distrazione costruttiva per far sì che il lettore non si accorga di quel determinato dettaglio, ma è un puro allungare il brodo della narrazione (e quindi forse essere pagati a pagine…). Dei grandi investigatori si sanno un sacco di cose, ma questa conoscenza è centellinata dai propri autori in vari libri: centellinata per non distrarre, ma anche per mantenere un legame con le vicende precedenti. Invece adesso bisogna raccontare tutto, tanto, troppo. Qui abbiamo la protagonista che deve fare fronte al lutto personale, alla violenza sulla sorella e innamorarsi anche, tutto mentre l’assassino se va tranquillo per un piccolo paesino della Svezia, senza che nessuno lo fermi.

Secondo motivo: le figure dei personaggi sono come figurine panini. Statiche e prevedibili. L’investigatore capo inetto e maschilista, la segretaria precisa ed efficiente, il poliziotto che risolve tutto (e si fa anche la protagonista), la ricca cattiva, la sorella debole. E come contorno un mistero (che poi non lo è visto che lo si capisce benissimo verso un terzo del libro) e tanta tanta tanta ipocrisia (ohhhhhh cosa nuova).

Terzo motivo: il peggior svolgimento di una investigazione che abbia mai sentito. Va bene che ora va di moda avere l’investigatore scrittore che ha più talento che un poliziotto (se volete investigare invece che scrivere libri, fate un corso, diventate utili per la società tutta! Non pensiate di poter fare quello che volete in barba alle leggi, tanto voi siete liberi! Siete banali!), ma lei è la brutta copia di altre scrittrici investigatrici che cercano, senza riuscirci, di copiare il talento della Signora in Giallo (che, come sanno tutti, è sterminare la popolazione americana). Uno dei dati fondamentali dell’omicidio si viene a sapere subito, ma nessuno lo viene a sapere, sia che sia un investigatore che un principiante, mentre si blatera per ore di cose che tutti sanno e che capiscono senza troppe spiegazioni.

Quarto motivo: essere la brutta copia di “Uomini che odiano le donne” di Stieg Larsson. Da quando è uscito quel libro (che è accettabile, ma niente di eccelso) tutti ad ambientare i loro romanzi nella fredda e sconfinata e solitaria vikinghia con la neve al ginocchio e i panorami mozzafiati. Ah e metteteci in mezzo un segreto torbido che sanno tutti e che coinvolga una o più famiglie bene. Questo significa che certi libri sono scritti solo per fare soldi e quindi rendere felici gli editori, ma non gli alberi usati per fare quei libri…sfruttare i filoni convincenti è il male della letteratura moderna.

L’unica cosa veramente positiva è la scrittura (o la traduzione a questo punto non saprei dire) che è scorrevole e non impegnativa. Di solito il “non impegnativo” in un libro lo reputo non un complimento ma un’accusa di incapacità dello scrittore di impegnarsi, mentre in questo caso l’ho apprezzato, perchè non avrei retto che fosse lento e cervellotico.

Voto: 4

Categorie: Libri | Tag: , , | 7 commenti

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.