“Il nostro comune amico” Libro 3, cap. XIV-XV

In nostro simpatico Venus, alle spalle del suo compare Wegg, riesce a incontrare il signor Boffin nella sua bottega da imbalsamatore. E tutto ciò perché? Perché vuota bellamente il sacco riferendogli degli imbrogli a suo danno operati per idea di Wegg e lui stesso. Ma è ammattito? Stiamo a vedere…sembra che tutto sia stato fatto per sincerità e amor di verità e che il signor Boffin abbia accolto al confessione con signorilità e stupore, senza però dimenticare giustizia e vendetta insieme. Eppure la reazione di Boffin lascia tutti un po’ sconcertati perché invece che ringrazia del suo atteggiamento l’imbalsamatore, inizia a vaneggiare di “comprare persone”, di “pochi soldi” e cose del genere. Ma ecco che nel più bello proprio il “simpatico” Wegg appare sulla scena zoppicando verso la casa del suo compare. Così Boffin, in un nascondiglio, viene a sapere tutta la verità e l’arroganza di colui che aveva strappato dalla strada con benevolenza. E’ proprio vero che la gratitudine si ripaga con l’ingratitudine!

Vista la situazione il signor Boffin si vede costretto a chiedere una mano a Venus per poter arginare la malvagità del compare e costui, anche se l’imbalsamatore vorrebbe solo uscire di scena e riuscire a scindere quello scellerato patto. E dopo aver siglato un patto il signore se ne va a casa arrabbiato, pensieroso, perso in mille congetture, ma lungo il tragitto, tanto per finire in bellezza la serata, si imbatte nella carrozza della signora Lemmle che proprio lui stava cercando (Boffin è proprio un fortunello, si vede!).

E così, come noi e lui prevediamo e sappiamo,

“…è proprio un altro che mi si butta addosso, mi pare,” disse il signor Boffin tra sè.”E poi?”

Appunto…e poi? E poi vediamo come la famiglia Boffin (quella allargata, comprendendo Bella e Rokesmith) noti come il capo famiglia diventi sempre più scontroso e faticoso da gestire, quasi maligno in certi suoi sguardi, ma in questa giornata la vittima sacrificale del suo modo di fare sembra proprio essere Bella, inconsapevole di quello che può aver commesso.

Boffin decide di mettere fine a tutto (quel tutto che lo zampino malefico dei Lemmle ha mistificato e distorto a piacimento suppongo), convocando nello studio sia Bella che Rokesmith e accusa il segretario di insolenza per aver sol pensato di poter ambire alla ragazza. Ok, fermi tutti, voglio scendere! No, a parte la battuta, qui siamo un po’ all’esagerazione: va bene essere puritani, perbenisti o quel che è; va bene che il rapporto tutore-fanciulla da maritare ha un valore nella società dell’ottocento, ma qui si accusa un ragazzo per essersi innamorato e aver sperato di ambire a lei come se l’avesse disonorata sulla pubblica piazza (e voi avete capito cosa si intende) uccidendole anche tutti i parenti! Siamo un po’ all’esagerazione vera e propria, dailà! Lo accusa di tramare alle sue spalle, alle spalle di Bella, per ottenere i soldi di Boffin (che poi manco sarebbero tutti suoi, ma pazienza, questo ha perso la tangente ed è sulla via dell’avarizia più spinta). E per finire preso dall’ira lo licenzia. Vamolà!

Rokesmith rimane impassibile, incassa le accuse, si mostra gentile con le donne di casa, rivelando il suo affetto per Bella e di come da lei sia stato rifiutato e malgrado ciò egli la rispetta come e più di prima, anzi confessa proprio di amarla! Dai che ci siamo! Dai che questi due fessi si muovono! Daiiiii!

E mentre gli insulti di Boffin gli escono dalla bocca come veleno (istillato anche oserei dire), la piccola Bella scoppia dal dolore e vorrebbe rinnegare la sua eredita di non moglie, vorrebbe tornare dall’amato padre, vorrebbe non avere tutto ciò. Ma il tutore non capisce, come invece capisce la signora Boffin muta e amorevole ma bloccata dai gesti del marito; sconvolge l’ex segretario; e poi le parole di odio feriscono il tutore come tanto speravamo potesse fare da un sacco di pagine!

Scena di romanticismo esasperato fra Bella e Rokesmith (sottofondo di musica sdolcinata a piacere) che si conclude con l’uscita di scena del giovane, il dolore della ragazza, la materna attenzione della padrona di casa e l’idiozia del padrone di casa.

Il capitolo si conclude con l’addio di Bella a casa Boffin e famiglia e il suo ritorno alla casa paterna. Staremo a vedere come verrà accolta.

ho trovato le vignette del libro!