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“Come il lupo” di Eraldo Baldini

Riprendo con interesse a seguire le letture collettive autorali dei Corpi Freddi, visto che il mese scorso (sì lo so, sono in ritardo mostruoso, ma sta scimmia delle letture collettive mi sta scappando di mano…) è stato votato Eraldo Baldini, scrittore italiani osannato per la sua bravura nel comporre gialli d’impatto e pieni di emozione. Fra tutti i titoli scelgo “Come il lupo”. Sarà per la copertina, sarà perché dove c’è un lupo c’è speranza, sarà sarà, ma stavolta mi sono fatta fregare anche dal mio istinto. Oppure gli scrittori di quarte di copertina si sono fatti più furbi.

In questo libro c’erano tutti gli elementi che mi incuriosivano al di là del semplice animale selvatico. C’era un personaggio con la divisa (anche se per me il forestale è Poiana creato da Guccini e Macchiavelli in “Malastagione”); c’era una bambina con una malattia invalidante ma con un dono nel mezzo; c’era un passato tragico; e c’era un mistero. Questi elementi ci sono ancora in tutta la lettura del libro, ma sono annacquati non tanto dalla scrittura ma dalla poca chiarezza di trama. Il romanzo è un giallo/thriller o è narrativa? Perché se è il secondo posso dire che è ben scritto, ben composto con un personaggio che deve imparare a fare il padre anche nelle difficoltà, senza delegare ad altri l’onere di combattere la malattia. Se invece è un giallo l’autore ha fatto un enorme flop. E considerando che le prime 20 pagine sono scritte stupendamente, con una durezza di situazioni che raramente ho trovato in un italiano, aggiungendo che l’autore è considerato uno dei grandi del panorama di genere in terra nostrana, credo che questo libro vada letto in questa maniera. E allora, ripeto, è un flop.

L’investigazione è nulla, la ricerca è forzata (come quando giochi di ruolo e il master ti conduce per mano che tu lo voglia o no), i personaggi stereotipati e non evoluti. C’è una valle chiusa che si dimostra invece più ospitale che il bar migliore di Roma (tanto per dire una città grande abituata al via vai della gente); c’è un post seconda guerra mondiale che sfocia nella solita descrizione manichea di destra e sinistra, dimenticando volutamente le sfumature; c’è una natura che manco nel telefilm “A un passo dal cielo” con il gemello di Don Matteo; c’è l’epilessia, ma manco un medico, ma solo discriminazione e chiusure. E ci sarebbe un teschio, ma che poi possiamo anche dimenticarcelo, perché trovare chi è diventa facile (due ricerche e via), capire perché ancora di più, quindi perché indagare?

Qualcuno ha sottolineato come sia interessante il sottofondo folkloristico che guida tutta la storia, ma io ho trovato anche questo aspetto raccontato con superficialità e con mera riproduzione scolastica delle quattro nozioni imparate. Mi viene da dire quello perché se ci nasci dentro a certe storie le emozioni traspaiono dalle tue parole, ma se lo impari da altri senza empatia rimangono solo belle fotografie, anche ben fatte, ma belle solo per tappare i buchi sul muro.

Una vera delusione, lo devo ammettere e non so se voglio dare una seconda opportunità all’autore, anche se voglio scoprire se è un vero fenomeno e io ho preso il libro sbagliato, oppure è il classico fenomeno letterario ben pompato da chi è più fan che lettore critico. Voto: 4

Categorie: Corpi Freddi, Letture collettive, Libri | Tag: , , , , , | 1 commento

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