“Notte Eterna” di Del Toro & Hogan

notte eterna
A volte le candele rosse ikea servono a qualcosa: fare foto vampiresche! ūüėÄ

Concludo la trilogia dei vampiri iniziata con “La progenie”. Un trilogia che mi ha ridato speranza per il genere horror di stampo vampiresco: non pi√Ļ robe che sbriluccicano al sole, niente amori strappalacrime, niente diabete indotto, niente “buonismo”. Il vampiro, essere corrotto, non morto per eccellenza, cerca di imporre il suo dominio sugli altri esseri viventi, come se fosse in un qualche modo invidioso della loro vita, della loro non scelta: non si sceglie di vivere (si sceglie solo come vivere), mentre in un certo senso la non vita √® stata una scelta pi√Ļ o meno imposta.

In questo terzo e conclusivo capitolo abbiamo la resa dei conti: i vampiri hanno vinto e dominano sull’umanit√†, mentre sacche di resistenza cercano di ristabilire le condizioni naturali. Il mondo √® in una sorta di post apocalittico di stampo nazista, con campi di concentramento-lavoro, con vere e proprie zone per la riproduzione forzata, con cap√≤ e traditori da una parte; bande di spacciatori di beni essenziali, trafficanti di vario genere, umani liberi dall’altra. E nel mezzo i nostri eroi, orfani di¬†Setrakian morto alla fine del secondo libro in una dura lotta contro il cattivo. I nostri vivono la difficile condizione di umani consapevoli del perch√© e del percome, cercando un equilibrio fra i propri legittimi desideri di avere una vita normale e il fatto di essere gli unici a poter salvare l’intera umanit√†. Non c’√® una visione messianica della faccenda anche se gli autori buttano l’amo a farci credere questa cosa: Ephraim √® in una certa maniera un predestinato, un chiamato, uno il cui nome √® scritto nelle profezie, ma perch√© questo debba essere cos√¨ non √® poi del tutto chiaro. O comunque la sua egoistica ricerca di salvare il figlio dalle grinfie del Padrone √® pi√Ļ forte di ogni altra chiamata.

Si aggiunge alla compagnia Quinlan un vampiro molto particolare. Normalmente un personaggio del genere dovrebbe rientrare nella categoria dei dampyr cio√® i figli umani di un vampiro e di una umana, ma la sua figura √® pi√Ļ ibrida essendo stato corrotto dai parassiti vampireschi nel ventre materno. Per il Padrone √® l’unico vero Figlio, ma √® anche l’unico vero avversario da temere. Il personaggio √® una sorta di deus ex machina della vicenda: guida il gruppo di umani, li consiglia e porta loro la sua saggezza millenaria e anche la consapevolezza della grandezza della morte eterna come unico modo di riposare dalle pene della vita. Prende il posto di¬†Setrakian, ma senza averne la drammatica esistenza: non √® il suo contraltare, ma solo un altro modo di essere guida.

Ora la vera nota dolente: il finale. Non √® facile fare un finale credibile soprattutto quando ad affrontarsi sono due avversari per potenza diversi e non comparabili: un vampiro √® comunque un essere sovrannaturale, con poteri e conoscenze che variano nel tempo e nello spazio, certo ha dei difetti (la luce del sole per esempio), ma di certo non si pu√≤ sottovalutare. In pi√Ļ ha di solito un “gregge” o un clan di suoi simili dotati anche loro di poteri superiori agli umani. Gli umani di solito sono motivati tanto dalla forza di volont√†. Un divario un po’ ampio da colmare. Eppure tutte le altre storie di vampiri ci hanno dimostrato che alla fine i cacciatori ce la fanno, magari con qualche importante perdita, ma ce la fanno. Qui come si fa? Il vampiro √® niente altro che un parassita che si insinua sotto pelle, un parassita molto resistente nel tempo (splendida la spiegazione teologica della nascita di questa razza o specie), √® come una malattia infettiva: come lo si elimina se non si hanno antivirus? Beh (e qui mi spiace cascano gli asini) si usa una bomba nucleare! Eccerto! E dove la si trova? Beh sotto casa indicativamente. Eccerto bis! E dove la mettiamo? In un posto mitico che le profezie antiche e bibliche hanno gi√† identificato? E dove si trova? Fra America e Canada.

-momento sconforto- (un minuto di silenzio e di imprecazione. Condividetelo con me per favore).

A quel punto avrei voluto chiudere il libro e scrivere agli autori che volevo il pagamento dei danni morali perch√© avevano appena mandato in vacca due libri e mezzo e tante aspettative. So che dopo aver pompato tanto la storia fra profezie, rivisitazione della Storia in modo credibile, citazioni sparse, quel sentore di credibilit√† e verosimiglianza, era difficile trovare una fine all’altezza, ma cos√¨ √® stato davvero buttare via tutto, bambino ed acqua sporca e bacinella annessa. Mi spiace cari miei autori, ma siete stati fortunati ad avere editori o lettori del manoscritto clementi, perch√© io vi avrei rispedito la copia con un bel “no” sulla parte finale del libro. Se mi facevate un bel rituale mistico alla Hell Boy era pi√Ļ credibile!

Peccato. Davvero. Comunque la serie rimane nel mio cuore di lettrice e sono veramente orgogliosa di averla letta e averla nella mia libreria. Forse un giorno i due scriveranno altro per farsi scusare della boiata fatta e io li capirò.

Voto: 6 + Non posso non abbassare il voto vista la fine ingloriosa.

p.s.¬†No, non ho visto la serie che hanno fatto in tv, ma mi riservo di poterla vedere pi√Ļ avanti, anche perch√© peggio di quel che hanno fatto gli autori non si dovrebbe fare…

Nota:¬†un ringraziamento grande a chi dei Corpi Freddi me lo regal√≤ a ruota di un bel giochino di indizi e scambio libri. Forse un giorno riparteciper√≤…

Scheda tecnica:

Titolo originale: “The Night Eternal”

anno di pubblicazione: 2011

traduttore: G.I. Staffilano

edizione: Mondadori-Omnibus

finito di stampare: maggio 2012 presso Mondadori Printing S.p.A., Stabilimento Nuova Stampa Mondadori- Cles (TN)

copertina: immagine e lettering di Marcello Dolcini

art director: Giacomo Callo

progetto grafico: Marcello Dolcini

pagine 357

“Dark Shadows” di Tim Burton

Oggi torno di lavoro al telaio e per fortuna che non c’√® nessuno in casa cos√¨ sfodero il magico telecomando di mysky e vedo cosa mi sono registrata nel mesi scorsi…scorro la lista e alla fine decido di puntare su Tim Burton, anche se devo ammetterlo Johnny Depp non mi convince molto in quei panni. O meglio c’√® qualcosa che non mi quadra in questo film se non sono andata a vederlo al cinema.

Mi piace Tim Burton, lo ammetto, da tempo immemore, anche in modo inconscio (come quando ho scoperto che fra i disegnatori di “Red & Toby” della Disney c’era lui e io ho adorato quel cartone animato), per√≤ non sono una sua fan. O meglio diventa difficile che io sia una fan non critica di quello che mi piace e no, non ho manie compulsive per attori, cantanti o altro (eliminando la storia medievale). Ma torniamo a noi. Ho apprezzato tutte le sue opere, fino a quando non ha pensato di mettere mano alla storia di Alice e a quella di Willy Wonka e qualcosa in lui √® cambiato: questa massa di colori shock, iper compiuterizzati, sul limite (anche oltre) del trash o di non so cosa, gli ha dato alla testa. Essere sopra le righe √® un conto, essere originale √® un altro e in questo ultimo periodo Tim Burton √® sopra le righe. Capisco perfettamente che ogni regista abbia il suo attore feticcio, non √® il primo e non sar√† l’ultimo, ma non √® detto che stia bene in ogni storia che porti sullo schermo! Qui J.Depp √® ridicolo con una pettina che non solo non lo valorizza, ma rende il suo personaggio una macchietta da quattro soldi. S√¨, ora mi direte che non capisco e che Deep √® bello anche con un sacco dell’immondizia, ma io vi dico “per favore!”

http://www.mymovies.it/film/2011/darkshadows/

La storia √® un po’ un classico, ma devo dirlo: se proprio volete uno stalker fate in modo che non sia una strega. Tende a prendersela con voi, la vostra famiglia e i vostri discendenti. E se pu√≤, ancora con voi.

Qui abbiamo un nobile (la trama tratta da mymovies parla del XIII secolo, ma c’√® un errore, sia per il fatto che a quel tempo non esisteva l’America, sia per il fatto che non c’erano navi adatte per certi viaggi. E comunque non c’era la colonizzazione dell’America. Punto) porta la sua famiglia e la sua servit√Ļ nel Maine per cercare fortuna. Il suo figliolo adorato si trastulla con la giovane servetta, ma quando lei palesa il suo amore lui la schifa e si innamora di una donna del suo rango. Non lo avesse mai fatto! Maledetto, trasformato in vampiro e chiuso in una bara. Risvegliato dopo due secoli, trova il mondo cambiato e tutto il suo impero distrutto e gli eredi della sua famiglia in disarmo. E per colpa di chi? Della bella strega, ovviamente! Morale della favola: si combattono in ogni senso e poi c’√® lo scontro finale con sorprese varie ed eventuali.

Non sapendo che il film √® tratto da una serie televisiva, guardandolo mi √® venuto in mente “La famiglia Addams” ma dei poveri o meglio di chi lo √® senza saperlo e nemmeno lo spettatore lo intuisce, visto che tutti i poteri e la maledizione vengono bellamente saltati, sperando che basti nominarla cos√¨.

La sceneggiatura √® piena di buchi e di incongruenze, con personaggi bellissimi ma sprecati per stare dietro all’attore feticcio con un personaggio che √® pi√Ļ risibile che affascinante. A fare meno i fichi e a bulleggiarsi avrebbe reso un ottimo servizio a questo film, ma credo che n√© regista n√© attore lo volessero. Peccato veramente.¬†Voto:¬†4

Regia: 6/7 Alla fine non posso dire che Tim Burton non abbia fatto il suo dovere, visto che il cast gira che è una meraviglia e gli effetti speciali sono dosati bene e a sostegno del racconto. Quello che non mi piace è il nuovo trend troppo fumettistico, esagerato, pomposo che straborda oltre la vicenda prendendo troppo spazio.

Costumi: 6/7 ¬†+ Trucco 6 e mezzo¬†In quell’aria esagerata i costumi fanno un po’ da padrone, ma c’√® una cura maniacale nel dettaglio che non si pu√≤ che apprezzare. Ovviamente non parlo di quello di Depp che √® una macchietta di vampiro non so in quale salsa. Bellissima M.Pfeiffer come non la si vedeva da tempo. Maliarda Eva Green.

Cast: 6/7¬†E’ di alto livello e sanno esattamente cosa fare e come renderlo al meglio. Non c’√® che dire, quando chiami dei signori attori fanno il loro porco mestiere anche se non ben supportati. Infatti, per quanto bravi, dovendosi muovere in una sceneggiatura a mio parere non all’altezza, alla fine sono senza emozione, come delle belle statuine che si muovono perfettamente ma senza anima.

Fotografia: 7 + Effetti speciali: 7 e mezzo. Li metto insieme perché bisogna dirlo sono i punti fermi del lavoro di Burton e su questo non si scappa. Nessun dettaglio fuori posto, nessun particolare saltato, colori scuri e ombre ben marcate perfette. Il solito ottimo lavoro che ti aspetti, ma solo un lavoro di maniera.

Musica: 6 Buon supporto sonoro con la musica anni ’70. Cameo troppo lungo e messo un po’ l√¨ di Alice Cooper, per√≤ sempre bravo a tenere la scena.

Voto: 5—¬†Se non fosse per gli effetti speciali e per i dati tecnici avrei spento prima, perch√© mi ha pervaso la noia pi√Ļ totale. Evitabilissimo, soprattutto se vi piace il Burton prima maniera.

Buon Compleanno Bram Stoker!

Quando studi la letteratura inglese, c’√® sempre il sotto capitolo sulla letteratura irlandese, senza un vero approfondimento, e di solito si citano solo o quasi due autori: Oscar Wilde e Bram Stoker.

http://it.wikipedia.org/wiki/Bram_Stoker

In realt√† √® veramente limitante trattare i due personaggi come loro, in semplici comprimari di una storia complessa come quella irlandese, senza davvero parlare della conquista inglese, dell’incapacit√† di sottomettersi degli irlandesi, di cattolici e protestanti e delle guerre di religione. Da una parte il padre del sarcasmo, dall’altra quello del genere horror. Stop. Ragazzi, passiamo ad altro, aprite il manuale di decerebrazione umana a pagina 46!

Stoker √® davvero il padre dell’horror, ma non √® un padre uscito dal nulla. Egli √® piuttosto il plasmatore di un mito, colui che “giocando con la creta della paura” ha creato un mito inossidabile: Dracula.

Dracula √® l’apice della montagna, dove prima c’era il padre Nosferatu e in fondo dall’altra parte lo sbriluccichio di Twilight.

Quando pensiamo al vampiro, al di l√† del vostro piacere personale (la lettura collettiva su “Intervista col vampiro” ci sta palesando proprio questo aspetto), sappiamo che dovremo scontrarci con i Carpazi, le navi misteriose, paletti, bare, terra natia, cacciatori; sappiamo che stiamo cercando un essere sovrannaturale, affascinante e perverso, diviso dal potere dovuto non dal vincere la morte, ma dall’averla come compagna (i vampiri non risorgono, mettiamocelo in testa. E’ come se, biblicamente presi, non entrassero nelle porte dell’aldil√† e ritornassero in questa terra come sono: morti); sappiamo che dovremo incontrare il rapporto fra Dio e l’avversario, oppure farci una sonora risata perch√© qui siamo nel mezzo e ce ne fregiamo altamente.

Se negli antichi romani il vampiro non aveva nessuna parvenza di avvenenza, di conquista e di condivisione, ma era solo un qualcosa di estraneo contro il quale si chiedeva l’intervento divino, con l’arrivo di Stoker abbiamo lo spartiacque per eccellenza e i due mondi convivono, si mischiano, a tal punto che non √® pi√Ļ Dio o gli dei a intervenire per risolvere la questione, ma √® un uomo, magari religioso, ma uomo che grazie alla sua conoscenza sconfigge il male. Stoker si rivela figlio del suo tempo: di quell’ottocento in piena spinta industriale, dove la tecnologia prende il sopravvento sul lavoro manuale; la scienza sulla superstizione, diventando una nuova religione (gi√† l’illuminismo aveva dato una bella botta alla religione canonica…); dove l’affrontare le proprie paure √® un must per poter ambire all’ideale di uomo superiore; dove il sentore della guerra √® dietro l’angolo, anche se non si immagina che sia una guerra mondiale.

Dracula diventa come un retaggio del passato che si pu√≤ sconfiggere, ma che imperioso governa e vive sull’uomo. Van Helsing diventa la sua mimesi e il suo cooprotagonista creando una coppia inscindibile e mitica (nel senso di racconto epico che si tramanda nei secoli).

Leggere per me “Dracula” √® stato un dovere e un piacere e devo dire che √® l’unico vampiro che adoro, ma che combatterei schierandomi al fianco di Van Helsing. Ho letto il libro da ragazzina e ho trovato quel senso di dominio del male che credo sia fondamentale in questo genere di libri; ho trovato chi non √® in grado di contrastarlo e soccombe a suo modo; ho trovato l’amore maledetto e malato, scelto e imposto; il concetto di dannazione, di scelta, delle conseguenze delle proprie azioni. Ho trovato soprattutto sostanza e leggere un libro che parla a tutti, malgrado i secoli passati.

L’unica cosa che gli “accuso” √® che attraverso il suo libro il personaggio storico Vlad Tepes, da cui √® stato tratto Dracula, √® stato travisato o comunque mal studiato. Il principe di Valacchia era un personaggio che non andava troppo per il sottile e che s√¨, ha usato pali, chiodi e violenza per tenere in pugno il suo regno, ma tutto il circondario non √® che fosse composto da santarellini. In pi√Ļ √® grazie a lui se l’orda ottomana √® stata fermata una volta e non ci ha conquistato e distrutto come voleva fare.

Buon Compleanno Stoker e grazie per tutte le paure ancestrali che ci hai dato!

POSTILLA!

A questo link potete trovare il podcast della trasmissione “Ad Alta Voce” di radio 3 Rai, dedicata a Dracula:

http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/Programmi/Page-9fe19bce-1c27-4b63-b41e-2d7581d21374.html

(se non vi si apre subito il link giusto, guardate l’elenco a sinistra e aprite il 2012 e lo troverete. Buon ascolto!)

“Intervista col vampiro” di Anne Rice

Sedetevi, spegnete il telefono, mandate a letto i bambini, mettete in pausa quello che state vedendo. Qui il discorso si fa lungo.

Sottotitolo 1:  Dare sempre retta al proprio istinto.

Se quella vocina interiore che vi aiuta nella scelta non solo degli abiti che pensiate vi stiano bene, ma soprattutto in quella dei libri e dei film, se essa vi parla, voi ascoltatela sempre. Sempre. A discapito delle moine del fidanzato/marito/amante. A discapito della frase della amica o dell’amico “√® bellissimo, non te ne pentirai!”. Voi tirate dritto e non demordete, ella, la vocina, vi render√† felice.

Sottotitolo 2: Aveva ragione quel conferenziere che disse che ci sono scritture al femminile e scritture al maschile.

Di solito non credo che il genere sessuale sia una discriminante, ma davvero questo libro √® l’apoteosi di quello che disse quel professore, sottolineando che gli uomini scrivono di azione, mentre le donne di sentimenti.

Sottotitolo 3: Se avete mai giocato a Vampire o avete letto questo libro e volete ricrearlo oppure evitatelo, vi basta giocare.

Se sapete cosa ho detto, non aggiungo altro.

Sottotitolo 4: A volte il film è meglio del libro.

Di solito no, di solito difendo il libro, se √® nato prima, ma in questo caso vince il film 1-0, perch√© dura meno, √® meno palloso e isterico, taglia molti passaggi inutili, rende meglio l’atmosfera in cui vivono e le citt√† sono descritte meglio (l’immagine qui vince sulla descrizione).

Sottotitolo 5 (il pi√Ļ importante): Se adorate Dracula, evitate questi svenevoli vampiri.

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E qui cominciamo la recensione vera e propria.

Premetto che rispetto tutti quelli (ma penso pi√Ļ quelle) a cui il libro piace e piace tantissimo. Bene. Fatti vostri, ma a me a fatto venire noia. Quella noia che ti nasce dal cuore e che ti spinge a strappare le pagine per accorciare la storia (ma non lo fai perch√© dei poveri alberi sono morti per stampare quel libro; magari il libro non √® tuo, te lo hanno prestato, lo hai preso dalla biblioteca…cose cos√¨, che ti fanno essere un lettore consapevole). Posso dire che ho odiato visceralmente questo libro e che a ogni pagina voltata ho sperato che apparisse Dracula, lui, solo lui, il vero signore delle tenebre a prenderli tutti a ceffoni, a voltarsi verso Van Helsing chiedendogli: ma loro no?

Ragionandoci su, con calma e meno visceralmente, credo che la differenza fra i due generi di vampiri sia una sola: il rapporto con l’umanit√†.

Se qui abbiamo un noiosissimo Louis (antagonista narratore del fesso J. Harker di Stoker) che racconta la sua vita, i suoi sentimenti (che noia, che barba), il suo rapporto con gli altri simili, in Dracula sono gli uomini a raccontare la loro avventura. I due punti di vista sono completamente differenti perch√© qui abbiamo solo un guardarsi l’ombelico che niente crea, dove Lestat crea un discepolo e non si sa nemmeno perch√© (dai su, non √® credibile che sia solo perch√© vuole i suoi soldi! Dracula ottiene quello che vuole solo imponendosi), non gli spiega nulla, non gli da nemmeno indizi e lo “alleva” come solo fa un padre giovane e viziato. Gli umani sono mere figurine da usare o con cui provare pallidi sentimenti, e la loro vita non ha mai davvero a che fare con quella dei vampiri. Due mondi separati che si intersecano solo quando i vampiri hanno fame e uccidono per succhiare il sangue (ma uno straccio di investigatore della polizia mai? Una strage e tutto va bene? Alla faccia dell’inefficienza e corruzione della polizia!). I rapporti fra i vampiri non hanno nessun valore, ma sono meri sentimenti esagerati da operetta da tragedia romantica, ma senza averne lo spessore (lunghe pagine di qualunquismo vuoto di parole inutili e lagnose…). I poteri dei vampiri sono un accessorio che non si sviluppa mai, se non spinti da altri e nemmeno un secolo (pi√Ļ o meno quanto ho capito che sia durata la vicenda raccontata) fa sorgere domande, mettersi alla prova, sperimentare. Ah no, non si fa, bisognerebbe interagire in altro modo con il mondo. Scusate. Non √® ancora uscito il manuale base di Vampire? No, torno dopo allora.

In Dracula invece il rapporto con gli umani √® sofferente, continuo, come se il vampiro soffrisse davvero il ricordo pi√Ļ o meno sbiadito della sua vita passata e terrena (mentre nel libro della Rice essere ancora umani √® un po’ come essere eccentrici e infantili); come se la scelta pi√Ļ o meno consapevole lo portasse a una solitudine che non si riesca a sopportare davvero; come se la dannazione e la lontananza da Dio sia fonte di rabbia e di voglia di continuare a dannare le altre anime. Dracula √® un’isola che si muove in un mondo che non gli appartiene pi√Ļ, imperioso e maledetto, malvagio e in guerra.

Gli unici momenti davvero interessanti sono quando Louis va in chiesa e si fa domande su Dio, Satana e lui. Dove la crisi morale ed esistenziale viene ben resa con una visione forte, emotiva, sconvolgente, poi torna a casa e sembra di nuovo una casalinga disperata. Oppure quando Armand risponde alle sue domande su chi sono i vampiri e prende in giro le sue credenze. Qui si esce dal proprio ombelico e si cerca di dare una visione di paranormale ai vampiri, una spiegazione personale e originale (molto usata dopo in film e libri. E’ innegabile che la Rice ha fatto scuola), ma purtroppo dura l’attimo di vita di una farfalla.

Perch√© vorrei ricordare ai lettori che tutto va bene, ma questi sono considerati mostri. Paranormale. Esseri che non tornano in vita, ma vivono da non morti in mezzo a noi. Che per non sapere di cadavere devono cibarsi di sangue vivo. Se li vedeste dal vero vi farebbero schifo. Non sono modelli da passerella, poeti alla Verlaine o bevitori d’assenzio un po’ troppo attaccati alla bottiglia, ma molto fascinosi. Sono non morti e come tali vanno rispettati.

Ecco cosa alla fine non sopporto di questo libro: √® l’inizio dello stravolgimento del mito che non ha origini nell’ottocento, ma risale ai babilonesi, ai romani, all’antichit√†. Di quel mito che √® il senso di paura che hanno tutti gli uomini di fronte alla morte, al male, all’inspiegabile, al lato oscuro della luna; il senso di fascino perverso che il male fa nascere nell’uomo debole; l’inevitabile confronto fra vita che cerca di vivere e la morte che cerca di farla soccombere e farla schiava; la morale contro la sovversione di ogni limite naturale; l’uomo contro il non uomo.

Qui c’√® una lagna di vampiro che non fa nulla se non lagnare (Louis. Ma anche l’autrice che cos√¨ ha voluto scrivere il suo libro); un vampiro perverso che non ha storia e che alla fine si riduce a un beota da casa di riposo (Lestat); una bambina vampira che si fa domande pi√Ļ degli altri due messi insieme, ma che alla fine la sua mente immatura la porta alla dannazione (Claudia. Peccato perch√© √® forse il pi√Ļ bel personaggio del libro. La sua fine, nella versione cinematografica, √® anche quella che pi√Ļ mi √® rimasta in mente per crudezza e ferocia nella storia dei film di genere); un vampiro antico ma che reagisce come un adolescente in crisi ormonale (Armand); una serie di inutili fighe vampire che sembrano uscite da un club di groupies di un poeta maledetto; un vampiro finalmente potente, mutaforme, ma uscito dal manuale (Santiago). Nessuno di loro ha il fascino, la perversione, il senso vero del dramma che ha Dracula anche solo in uno dei suoi pollici.

Niente è davvero sviscerato in profondo se non la lagna. Ma si può?

In pi√Ļ non capisco questa crisi ormonale di molte mie amiche per questi personaggi che non hanno spina dorsale e che si comportano come eterni adolescenti, immaturi e infantili. Spiegatemi perch√©, visto che io non ci arrivo.

Voto: 4, ma potrebbe essere anche un 2.

Si sappia pubblicamente che io adoro Leo Ortolani, perché è un genio.

So che le mie amiche di lettura non la pensano come me (lo sapevate, sono un licantropo ^_^ ) e che mi accuseranno di essermi fatta prendere dai miei pregiudizi, ma vi posso assicurare che ho iniziato la lettura nel migliore dei modi, ma quando a pagina 100 erano ancora l√¨ a vedere come era bello l’ombelico, a pagina 200 l’ombelico era bello ma forse √® pi√Ļ bello quello dell’altro, a pagina 300 no il mio ombelico √® il pi√Ļ bello ma ti amo lo stesso, non ne potevo davvero pi√Ļ. Datemi un paletto di frassino e vediamo se non funziona! Oh come funziona dopo…

“Intervista col vampiro” di A.Rice

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Sta volta mi son fatta fregare da quelle due infingarde di Ross e Carloz e ho accettato di leggere “Intervista col vampiro” di A. Rice.

Quindi oggi parte una bella lettura collettiva a tre che potrete seguire sulla bacheca dell’evento di fb (a questo giro ci siamo limitate a scegliere campo neutro, come √® normale per una lettura collettiva):¬†Lettura collettiva “Intervista col vampiro” di A. Rice.

Il terzetto di lettrici √® il pi√Ļ eterogeneo (per educazione e storia personale), ma anche quello che si √® trovato a condividere un certo modo di fare.

Ross la conoscete perché è La libreria pericolante, mentre Carloz è clubippogrifo dove troverete un umore sarcastico e tagliente e dove vita, libri e film o telefilm si incrociano con arguzia e rasoio a portata di mano. Io vi consiglio di seguire i loro blog perché sono davvero due finestre sul mondo (dei lettori) che pochi possono avere nelle proprie case.

Ora torniamo alla collettiva. Voi vi chiederete “perch√© fatta fregare”. Primo perch√© ho mille altri libri presi in biblioteca che dovrei leggere, ma che a sto punto devo rimandare. Secondo perch√© avevo altri progetti libreschi per questa settimana dedicata all’horror classico (√® la settimana di Halloween che per me significa solo dedicarmi all’horror, non mascherarmi e non festeggiare, ma provare solo della sana paura). Terzo perch√© io sono un licantropo e i vampiri me li magno a colazione pocciati nel th√®. Quarto ricordo il film che √® stato tratto e mi resi conto che potevo fare altro. Quinto per me i vampiri sono solo Dracula e tutto il resto √® copiatura. MA…ma, siccome tocca rischiare nella vita e rischiare con un libro √® meno pericoloso che buttarsi da un ponte con un elastico, do alle due fanciulle il beneficio del dubbio e lo leggo con loro, avendole primariamente avvisate del mio rapporto con questi mostri.

Vediamo cosa ne viene fuori, anche se son convinta che ci sarà sicuramente da ridere!

“Priest” di Scott Stewart

Domenica dopo pranzo mi rilasso e vengo a sapere che su Cielo c’√® “Priest”. Bene! Mi sistemo, apro la calotta cranica, estraggo il cervello, lo ripongo nel vaso di formaldeide e sono pronta alla visione. Purtroppo non avevo calcolato che bisogna togliere anche il cervelletto e quindi mentre mi guardo il film smanetto sul pc per cercare info. Sapevo benissimo che era tratto da un fumetto, ma non ricordavo quale e come era, visto che non l’ho letto.

Il fumetto è questo : http://www.fantasymagazine.it/fumetti/10677/priest/ Qui per una buona critica.

http://it.wikipedia.org/wiki/Priest_(manhwa)questo: http://www.fantasymagazine.it/fumetti/10677/priest/ Qui per una buona critica

Leggendo la critica e i riassunti mi rendo subito conto che del fumetto hanno preso poco, anzi solo le idee di base, ma hanno buttato via tutto lo studio dietro. Vabb√®, dico io, ci sar√† una motivazione, ma il mio cervello dal vaso mi guarda e mi suggerisce che “no, non c’√® una motivazione”. Lo contraddico: “hanno finito le idee e reciclano male quelle altrui.” “Tanto nessuno se ne accorge” aggiunge lui. Ha ragione. Chi mai avrebbe potuto vedere le differenze del film dall’originale coreano? Pochi. Ma cosa vuoi che sia? Niente, tanto non √® Batman su cui tutti possono dire la loro, saltare pezzi della lunga storia e vederci quello che vogliono! Questo √® “solo” un fumetto coreano!

Io e il mio cervello continuiamo la visione e decido di lasciar perdere le critiche e di godermi il solito film esagerato, post apocalittico, con fotografia nero-grigio-verde (che fa tanto effetto post nucleare).

La guerra fra umani e vampiri √® stata vinta dai primi grazie alla creazione di un ordine monastico militare (o come mi piacciono o come mi piacciono i soldati che fanno i voti!) molto particolare, quindi ora la Chiesa pu√≤ continuare a imporre il suo dominio sul mondo pacificato. I poveri monaci con sindrome post traumatica tipo i soldati della seconda guerra mondiale, devono ritagliarsi un posto nella nuova societ√†, ma inutilmente: sono dei paria oramai. Uno di loro si rifiuta e torna a casa cosciente che qualcosa √® successo alla sua famiglia e pronto a porvi rimedio. Questo suo atto di insubordinazione lo porta alla scomunica. Eppure c’aveva visto lungo…i vampiri non sono morti, la loro regina √® pi√Ļ sana e prolifica che mai e addirittura ha avuto l’idea di prendere per i fondelli un po’ tutti.

A questo punto la vendetta si mischia con gli affari di famiglia e gli “omaggi” ai film sembrano pi√Ļ la crisi di idee. Mi volto verso il mio cervello e noto che si sono uniti anche quelli degli sceneggiatori. In questo film si sono divertiti solo quelli degli effetti speciali e dei costumi e oggettistica.

I dialoghi sono limitati all’osso e alquanto ridicoli e anche le spiegazioni pseudo religiose sono alla stregua dei fogliettini dei baci perugina. E’ vero che in un sol film sviscerare tutte le problematiche che potevano saltare fuori sarebbe troppo difficile e noioso, ma davvero cos√¨ √® stato saltato a pi√® pari ogni minimo, ma minimo, dialogo un po’ impegnativo.

L’atmosfera √® poi un po’ indefinita perch√© avrebbe tutte le potenzialit√† per essere un buon steampunk futuristico western, ma poi scivola in “Mad Max” senza averne l’anima, oppure nel “Blade Runner” ma avendolo visto di sfuggita al bar mentre giocava la squadra del cuore. In pi√Ļ il combattimento sul treno √® oramai abusato come non mai e mi chiedo se non se ne rendano conto…

http://www.mymovies.it/film/2011/priest/

Alcuni personaggi poi sono veramente di contorno e non ti chiedi perch√©, ma anche perch√© non venga in mente agli stessi personaggi che perdere la vita per certe persone √® assolutamente inutile. Altri sono invece un buon contorno, spalla, ma alla fine il fatto che sia una lei/lui √® assolutamente ininfluente (adesso non provate a dirmi che la sacerdotessa guerriera pu√≤ spostare l’ago della bilancia del futuro dell’eroe solo perch√© lui le sfiora la mano una volta di troppo? Su, siate onesti!).

Sugli effetti speciali si sono dati dentro, divertendosi come matti e rendendo tutto abbastanza credibili, anche se anche essi paiono un po’ fuori dal contesto e assolutamente utili per mortificare ancora una volta la trama e la sceneggiatura (se mai davvero ce ne √® stata una).

Paul Bettany il nostro eroe purtroppo ingabbiato nel solito personaggio invasato spiritualmente, una volta buono e una volta cattivo, e sinceramente √® un vero peccato visto che la cosa pu√≤ solo bloccare la sua futura carriera (anche perch√© mi era tanto piaciuto in “Inkherat”). Ma forse sono pi√Ļ preoccupata io che lui…

Tirando le somme posso dire che:

Regia: 5 Compitino perché tutto giri perfettamente, inquadrature giuste, uso delle macchine da ripresa al meglio, ma niente di nuovo.

Sceneggiatura: non pervenuta.¬†Dai no, davvero, c’√® qualcuno che si √® messo l√¨ a scrivere tutto? Ed √® stato anche pagato?

Scenografia: 6 Anche qui un minimo sindacale, prendendo a destra e a manca, ma senza sprecare molti soldi.

Costumi: 6 Altro aspetto curato sì, ma senza troppa fantasia.

Effetti speciali: 7 e mezzo. Qui si sono divertiti sia nel ricreare le situazioni di combattimento, sia per gli spostamenti che per i movimenti del mostro. Bellissimo e inquietante l’alveare dei vampiri, peccato che (non so dire per quale motivo) invece di essere pi√Ļ scoperto, sia solo un mero passaggio. I vampiri poi rientrano nella nuova visione di essi, in cui non sono pi√Ļ del tutto umani ma quasi delle forme ultraterrene o extra terrestri; mentre si guarda il film si intuisce il perch√© di questa scelta: “La chiesa dice che gli occhi sono lo specchio dell’anima. I vampiri non hanno occhi quindi sono privi dell’anima”. Cos√¨ dice il cattivone, molto glam rock, ma come tanti cattivi: tutto fumo e niente arrosto e sparisce come uno stronzo.

Voto: 4/5 Malgrado i gadget divertenti, il film √® noioso e piatto e nemmeno la mia componente pi√Ļ tamarra (dopo anni di film di genere) si √® minimamente esaltata. Avevo il sentore che fosse cos√¨, ma doveva essere guardato per averne a pieno il giudizio.

“La caduta” di G. Del Toro e C. Hogan

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Seconda parte della trilogia dedicata ai vampiri, scritta da Del Toro e Hogan. Il primo libro me lo sono letteralmente bevuto e amato tantissimo. Perch√©, chiederete voi? Perch√© finalmente ci sono dei vampiri cattivi, che vedono noi umani come carne da macello o come sacche di sangue da ottenere, e a volte come compagni o alleati per l’eternit√†; e non ci sono vampiri che sbriluccicano al sole, che si innamorano della bella di turno, che non vanno alle superiori pur avendo centinaia di anni (ripetente eh?) e che soprattutto non rovinano il genere horror in un harmony di infima lega!

Qui la lotta fra Bene e Male non solo √® presente, ma ha un filo continuo nella Storia. Abraham Setrakian √® un erede di van Helsing con tutto quello che serve: volont√†, conoscenza, dolore. Non ci si improvvisa cacciatori di vampiri, ma si impara, anche a proprie spese, e anche gli aiutanti che si trova il vecchio proprietario di negozi di pegni devo imparare e provare sulla propria pelle cosa vuol dire combattere. In pi√Ļ √® interessante come l’evento dell’olocausto nazista a danno degli ebrei e i campi di concentramento venga inserito, “credibilmente”, nella vicenda, creando un vero e proprio universo parallelo veritiero.

La vicenda √® nel momento pi√Ļ terribile: i vampiri hanno conquistato il mondo (ovvio che qui si parla di America, New York nello specifico, come se fosse il centro dell’universo…), assimilano pi√Ļ persone possibile, trasformandole, come se avessero una fame atavica. Eppure c’√® altro e Setrakian lo intuisce e deve capire come fare per fermare il Male, anche a costo di sacrifici.

Una vera caccia e una vera lotta si insinua, lasciando poi aperto uno spiraglio di salvezza scegliendo il Male minore…

Il libro lo trovo scorrevole, con una narrazione non troppo elaborata e molto cinematografica. Se si conosce un po’ il regista Del Toro si possono riconoscere anche qui le sue maschere mostruose, i suoi movimenti di camera, gli sguardi sospesi fra le razze (“Hell Boy 2” √® significativo, ma anche “Il Labirinto del Fauno”. Ammetto di adorare questo regista e le sue idee sceniche e i suoi mostri). I vampiri hanno un peso immaginifico molto maggiore degli umani, anche se questi ultimi portano il peso della coscienza. Purtroppo non conosco la scrittura di Hogan per poter dire esattamente quanto sia il suo apporto (la scrittura a due mani crea, a mio parere, sempre un po’ di casino di paternit√† nel lettore).

Il libro non √® un percorso di consapevolezza, non c’√® niente di teologico, non vuole fare pensare, ma vuole solo spaventare, far capire che l’umanit√† non ha speranze e che forse qualche eroe potrebbe salvarla, ma non si sa.

Ci sono alcuni difetti di trama, o meglio ci sono quelle scelte che gli spettatori vedono lontano un miglio che saranno fallimentari, ma i protagonisti no. Si intende subito il perch√© deve succedere quello, ma poi mi chiedo se non ci fosse altro modo per renderlo possibile…Peccato perch√© il voto sarebbe stato pi√Ļ alto.

L’unica cosa che mi lascia un po’ sconcertata √® la visione del vampiro: non solo un dannato, ma un vero e proprio parassita. Tutto nel libro ha la sua spiegazione e tutto √® coerente, quindi non √® un problema di trama, ma √® difficile togliersi dalla testa l’immaginario classico dei canini per avere uno spuntone tipo Alien che ti mangia! Va bene lo stesso alla fine, anche se vedremo di capire nel terzo volume della trilogia maggiormente la nascita di questi parassiti e se non ci sia qualcosa d’altro. Ammetto che mi aspetto molto dal prossimo capitolo.

voto: 7 e 1/2